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Lavoro per guidare Vasto

Qualcuno ha già tradotto male, molto male e dice: "Del Prete si candida a sindaco per fare come Forte quattro anni fa, per essere determinante al ballottaggio e far vincere uno dei due contendenti ottenendo vice sindaco e assessorati". No, grazie. Non è proprio così. Nel senso che chi traduce così non ha una reale visione delle cose. Pensate davvero che io, sollecitato da migliaia di cittadini vastesi, inizi un percorso così faticoso, con un anno di anticipo, soltanto per ripetere la storiella senza gloria di Peppino Forte? Non è proprio così. Io ho un progetto alto, articolato, di notevole spessore, per vincere, per guidare Vasto, senza alcuna presunzione, ben consapevole che Pdl e Pd sono due storie mai nate e che a Vasto, sotto ciò che emerge, è cambiato tutto, stanno nascendo nuove storie, e chi spera di riproporre vecchi schemi, vecchie alchimie, vecchie strategie, andrà incontro a clamorose sorprese. Vasto sarà attraversata da un vento di novità, da un desiderio di cambiamento vero, non fasullo come quello di Lapenna. Ma, vorrei dire a chi traduce male, molto male: ci parlate con i cittadini vastesi? Li incontrate? Ascoltate le loro lamentele, le loro proteste, le loro speranze? È davvero un tempo nuovo, quello che si sta preparando. Il tanto lavoro che ho fatto come amministratore è stato riconosciuto ed esaltato. Mi viene chiesto di dare seguito, ma non più come vice sindaco o come assessore. Come Sindaco. Ed io sono in cammino, insieme ai tanti che mi sostengono, per ricondurre Vasto dove merita. Sta implodendo, la nostra città. Senza una guida sicura, senza Amministrazione. Chi ha veramente a cuore le sue sorti non può più consentirlo. Credetemi: non è un problema di numeri, di percentuali o di posti. Lavoro per guidare Vasto.

Del Prete: Baiocco e Iannone testimonial di Vasto

“Alla Bit di Milano non si va solo un opuscoletto delle anteprime degli eventi estivi, tra l’altro introdotto dal sottoscritto, ma con un programma serio di incontri condivisi con gli operatori”. Nicola Del Prete, ex assessore al turismo di Vasto, a meno di un mese dalla partecipazione del Comune alla Borsa del Turismo di Milano, evidenzia alcuni aspetti tralasciati dall’attuale amministrazione comunale. “Oggi Vasto ha due testimonial di eccezione, conosciuti in ambito nazionale ed internazionale, sono Alberto Baiocco, concorrente nella casa del Grande Fratello e Andrea Iannone, motociclista mondiale. Sono loro l’immagine vincente della nostra città. E’ intorno a loro che bisogna costruire, assieme agli operatori turistici ed economici cittadini, una proposta di marketing da esportare fuori regione. La presenza di Alberto nella Casa più vissuta d’Italia è un treno in corsa a cui agganciare una nuova immagine promozionale. Il turismo in Italia è in crisi, lo dicono i numeri, impietosi, e lo evidenziano anche le difficoltà riscontrate nell’estate 2009 dalla nostra Regione. Non c’è bisogno di Massimo Desiati, tra l’altro 5 anni assessore regionale assente per Vasto, per ricordarci della crisi che attanaglia l’intero settore. Eppure, nonostante tutto, Vasto si è difesa bene, proprio perché i suoi operatori turistici, sapientemente, avevano avviato una formula di promozione del turismo di prossimità che sta dando i suoi frutti. Bisogna insistere, con una partecipazione più energica e convinta da parte del Comune. Negli anni scorsi, alcune proposte di sviluppo di un turistico gastronomico e ambientalista sono state presentate in diverse tv regionali di Lombardia, Veneto, Piemonte durante la Bit. Quali sono le proposte del 2010? Con chi le ha concordate l’amministrazione comunale? Dove e quando vedremo la promozione del nostro territorio in ambito nazionale? Ma soprattutto, quando si costituirà il Consorzio pubblico-privato sul cui progetto, avviato dal sottoscritto, gli operatori non hanno saputo più nulla? La verità, desolante e sconfortante, è che Lapenna al turismo, anzi, ai turismi, non ha mai creduto, altrimenti avrebbe investito più risorse in questo settore che rappresenta, in questo momento, l’unica economia cittadina in grado di crescere.

Lavoro per guidareVasto

FACCIAMO VASTO !

 

di Nicola Del Prete

 

I nodi, come segnala puntualmente l’amico D’Alessandro, vengono al pettine. Il Pd si sta sbriciolando in attesa delle elezioni di marzo. Dopo, si salvi chi può. Ma c’è un elemento che deve spingere alla riflessione profonda quanti di noi operano politicamente su Vasto e a breve vogliono consentire ai cittadini vastesi di invertire completamente la rotta, dopo la dannosa esperienza dell’Amministrazione Lapenna: chi esce dal Pd non approda nell’altra sponda, non diventa berlusconiano, non mostra sete di cariche e poltrone. Cerca rifugio e spazio al centro, dove la moderazione, il buon senso, l’arte raffinata di fare la politica quotidiana tra la gente e per la gente, sono caratteristiche peculiari. Al centro, con Casini e con Rutelli, i quali molto presto, presumibilmente, daranno vita a ciò che milioni di elettori italiani attendono da anni, per superare i soliti vizi della sinistra e le forzature del berlusconismo: un partito moderato, di centro, ma finalmente forte, in grado di contare, di decidere, di tornare a guidare il paese.

Badate: non è la riproposizione della Democrazia Cristiana. Quella è stata un’esperienza indimenticabile che, tra molte luci e qualche ombra, fece grande l’Italia. Esperienza però irripetibile, per tempi, contesti e modi.

Nel periodo storico che viviamo c’è bisogno di qualcosa che coniughi vecchio e nuovo, esperienza e risorse emergenti. C’è bisogno di un nuovo progetto. Di quel progetto che cercherò, insieme a tanti amici e migliaia di vastesi, di far vivere nella nostra città. Un progetto che dimostri chiaramente a chi ha a cuore le sorti di Vasto, che Pd e Pdl sono due storie sbagliate, inconcludenti e mai nate. Che dentro il Pd e il Pdl ci sono tanti amici di valore, ma che le scatole vuote, litigiose, come i galli di Renzo, non possono fare il bene di Vasto.

C’è davvero bisogno di un salto di qualità, di mettere idee e proposte davanti alle tessere. C’è bisogno di incontrarsi, non di contrapporsi, né fra partiti né all’interno dello stesso partito. C’è bisogno di cominciare a fare le cose per Vasto. A definire progetti e scadenze per la realizzazione. Come ho fatto nei tre anni di vice Sindaco e assessore. Come farò nei prossimi anni per tutti coloro che quotidianamente me lo chiedono. Io ci sono. Spero ci siano anche i tanti Carra e Lusetti di casa nostra, ancora prigionieri dentro due scatole vuote. La politica del futuro ormai prossimo non passerà né per il Pd né per il Pdl. Né a Roma né a Vasto. Per ciò che compete a noi Vastesi, ve lo scrivo col cuore: facciamo Vasto!

 

Lapenna copia, non legge

Luciano Lapenna, come ogni buon comunista, è risentito, è rancoroso e non smette di denigrare chi non la pensa come lui. Sa di essere a fine corsa e ciò lo rende particolarmente nervoso. Non ha gradito il libro scritto, non copiato, da me e da Del Prete e ha dichiarato: “Non ne conosco il contenuto, ma è evidente che stiamo parlando di due persone che non hanno avuto quello che si aspettavano. In ogni caso non amo parlare di cose poco serie”.

Luciano ha ragione. Io mi aspettavo un appartamento vista mare e pensavo che, essendo il fratello Patrizio tra i soci che hanno abbattuto l’Hotel Panoramic per realizzare il mostro che tutto il mondo ci invidia, ci potesse mettere una buona parola. Ho anche raccolto 5.132 firme dei vastesi perché ne venisse uno anche a me, ma per il momento l’edificio è sotto sequestro.

Ho anche sperato che lui ne parlasse al Prof. Cervellati e al pool di professionisti che opera per il recupero del centro storico (o di quel che ne è rimasto) ma fino a oggi niente di niente.

Ho anche sperato che lui amministrasse Vasto, ma fino a oggi niente di niente.

Comunque, è l’ultimo giorno dell’anno. Un anno povero, buio, come i precedenti. È d’uopo augurare anche a Luciano Lapenna un sereno 2010, sperando che legga il libro. Scoprirebbe che mi sono occupato del Partito democratico e non di lui. Non avrei mai scritto un libro su di lui. I libri li scrivo su Canetti, sull’identità, sulla globalizzazione, su Habermas. Tutte cose leggermente più interessanti e più serie. Di lui. O no?                                                      Davide D'Alessandro

A UN ANNO DAL VOTO: QUALE FUTURO PER VASTO? POLIS, SABATO 6 FEBBRAIO, PROMUOVE UN INCONTRO PUBBLICO CON I POLITICI DI RIFERIMENTO DELLA CITTA' 

di Davide D'Alessandro

Nicola D’Adamo, prendendo spunto dalla presentazione del libro sull’Amministrazione Lapenna e il Pd, ipotizza per le elezioni del 2011 una corsa a tre fra ex Dc, come li definisce: Prospero, Del Prete e Forte. Può essere, ma è ancora presto, molto presto. Prima ancora di parlare di candidature, di alleanze e di strategie, credo sia opportuna un’altra mossa: promuovere, come farà Polis, il Laboratorio politico-culturale, sabato 6 febbraio, dandone a breve dettagliate informazioni, un grande incontro pubblico dal titolo: “A un anno dal voto: quale futuro per Vasto?”, per chiamare a raccolta tutti i politici di riferimento della città, tutte le forze che oggi contrastano e domani intendono battere l’attuale gruppo di sinistra-centro, abbarbicato al potere e responsabile della pericolosa parabola discendente intrapresa da Vasto. È necessaria una riflessione approfondita sul futuro di questa città. Occorre delineare un percorso di avvicinamento all’appuntamento elettorale che tenga conto dei tanti cambiamenti intercorsi negli ultimi anni nel tessuto sociale e produttivo. Ci sono forze e risorse che chiedono di emergere. Associazioni, categorie, giovani, donne, mai coinvolte nello spazio politico, tenuto sempre ben recintato. Il 6 febbraio vuole essere l’occasione per guardare avanti, per proporre e proporsi, per aprirsi al nuovo e centrare la sintesi, utilizzando la storia recente non per piangere sul latte versato, ma come “magistra vitae”, in modo da non incorrere più nei soliti, madornali errori di divisioni e lacerazioni. Da qui a un anno una sola è l’avversaria da battere: questa sinistra-centro che si è rinchiusa nel fortino, dopo aver dimostrato totale inadeguatezza nella gestione della cosa pubblica. Divenuta, con Lapenna e compagni, cosa ultima. Cioè, mortifera.

Bentornata, politica!

Siamo contenti. Non c’è organo di stampa, cartaceo e on-line, che non abbia segnalato la numerosa presenza di pubblico, lunedì sera, presso il Cinema Corso, alla presentazione del nostro libro “Amministrazione Lapenna e Partito democratico. Storia di due storie mai nate”. Ha scritto bene Qui Quotidiano: “Se il buongiorno si vede dal mattino…”.

Bentornata politica, aggiungiamo noi. Non perché siamo i depositari di qualche speciale verità, ma perché abbiamo colto il bisogno, di gran parte dei vastesi, di tornare a parlare di politica, a dialogare sulla politica, senza i soliti riferimenti alle casacche, alle sterili contrapposizioni, agli steccati ideologici. Di ricondurre Vasto al centro dello spazio politico, passando attraverso il racconto di due esperienze fallimentari: quella dell’Amministrazione Lapenna e quella del Pd. La prima ha deluso migliaia di vastesi, la seconda milioni di italiani.

Vasto può essere il laboratorio da dove ripartire per scrivere una pagina nuova, con figure nuove, progetti nuovi, pensieri nuovi. Una nuova politica è possibile. La politica è possibile. Lasciando in un angolo buio le statuette del duomo, gli accenni di Di Pietro al diavolo, l’ansia di chi coltiva la separazione, la voglia sinistra di non riconoscere mai l’avversario politico.

È stato alto l’interesse in sala. Chi ha parlato, e ora scrive, lo ha notato. Con accenti particolari al futuro, a ciò che verrà, a quanto sapremo costruire per il bene di Vasto, per offrire un cambiamento vero, reale, tangibile, a cominciare dai modi di avvicinamento e di approccio alla prossima competizione elettorale.

Idee, non tessere. Desiderio di esserci, non di appartenere. Consapevolezza di dover disegnare un percorso non utopistico, ma ambizioso e realizzabile.

Con chi? Con chi è bianco, nero o azzurro? Be’, intanto con chi non è rosso, con chi dichiara la sua netta e totale delusione nei confronti dell’Amministrazione Lapenna, responsabile di aver indirizzato Vasto verso la periferia della periferia politica, lontana dai centri decisionali del potere. Si potrebbe anche dire: con tutti, escludendo ovviamente Lapenna e il suo gruppetto abbarbicato al potere. Ma non basta. Vogliamo di più, pretendiamo molto di più. E Vasto è il terreno ideale per operare, in un contesto CIVICO, l’incontro di tutte le energie disponibili, lasciando da parte le etichette di partito. Vasto non rinascerà con i partiti. Rinascerà con donne e uomini in carne e ossa che intenderanno misurarsi, mettersi in gioco, accompagnare con passione una GENERAZIONE FUTURO verso la costruzione non di una carriera politica, ma della POLITICA. Quella politica che da alcuni anni a Vasto è mancata. Lunedì abbiamo dato un piccolo contributo per farla tornare. In tanti ci hanno manifestato, con la loro presenza e le loro parole, che la strada è giusta.

Vogliamo percorrerla insieme?                  Davide D'Alessandro

attesa per il libro di Del Prete e D'Alessandro

C’è molta attesa per la presentazione del libro-verità dell’ex vice Sindaco di Vasto Nicola Del Prete e del giornalista Davide D’Alessandro su “Amministrazione Lapenna e Partito Democratico, storia di due storie mai nate, che verrà presentato lunedì 28 dicembre, alle ore 17, presso il Cinema Corso di Vasto. Sarà l’occasione per ripercorrere i tre anni e mezzo di amministrazione comunale e per aprire uno spiraglio futuro, in un momento in cui la violenza verbale della politica ha raggiunto limiti preoccupanti. La curiosità è tanta, anche perché a presentare questo lavoro di circa 160 pagine, sono due persone che si sono “beccate” in continuazione sui temi amministrativi locali. Cosa diranno di più di quanto l’opinione pubblica non conosca sull’amministrazione Lapenna o sul Pd? E quale scenario politico verrà prefigurato per Vasto da quì, al voto del 2011? Domande alle quali non mancheranno risposte puntuali che Del Prete e D’Alessandro daranno a quanti avranno la pazienza di ascoltarli. Intanto, la Voce vi anticipa la copertina del libro, con una foto inedita del monumento di Gabriele Rossetti.

 

un sabato a Parma con Rutelli

A Parma si respira un’aria di casa. E’ la città dove tanti giovani vastesi frequentano l’Università. Arrivo di buon’ora all’Auditorium Niccolò Paganini e, perfezionato l’accredito, entro per ascoltare e capire meglio al proposta dei Dellai, Tabacci, Rutelli (nella foto) e tanti altri, sperando di non trovarmi al cospetto della creazione dell’ennesimo partito. Giuro: sarei rimasto deluso.  La vicenda Pd la liquidano in due parole: “E un progetto fallito, ne scappano tutti”. L’intervento di Bruno Tabacci indica il nuovo percorso: “Occorre organizzare una nuova offerta politica - dice il portavoce di Api-, fuori dall'attuale bipolarismo rabbioso, post ideologico e senza ideali, immerso nella brutalita. Alleanza per l'Italia e' nata per portare a compimento lo sgretolamento di questo sistema bipolare, rompendo lo schema del leaderismo che e' proprio di partiti grandi e piccoli''. Più tardi il Presidente Francesco Rutelli che non giocherà centravanti ma farà “l’allenatore”, sarà ancora più esplicito: “Alleanza per l'Italia non è un partito in più: ci uniremo anche con altri, per creare un nuovo Polo che potrebbe diventare di maggioranza in pochi anni, di fronte alle crisi della sinistra e della destra. Dobbiamo creare una maggioranza nuova, non schiava delle estreme. Guidata da democratici,liberali, popolari, riformatori”. In sala, gremitissima, più di uno si chiede: AI centro c'è già I'Udc di Casini. Matrimonio in vista fra i due partiti? La riposta di Rutelli non tarda: “Per ora abbiamo dei colloqui romantici. E' chiaro che c'è molto in comune, e vogliamo costruire qualcosa di più grande e importante. Il debutto elettorale avverrà alle Regionali del 2010. Intanto, ascolteremo le proposte dei territori. Non abbiamo fretta, naturalmente. Ma ci saremo: con nostre liste, in alcune regioni; in altre, ci alleeremo; ma in certi casi non escludiamo di andare da soli con programmi e candidati alternativi. Questo bipolarismo è tramontato!”. Alleanza per l'Italia, dunque, nasce dai territori, dal basso, e avrà una struttura federata. L’ultima novità, quella che mi fa tornare a casa con una speranza in più per la mia Vasto, è la possibilità di essere rappresentati, in Api, con liste civiche comunali. La prospettiva è di quelle che stuzzicano”. Nicola Del Prete

Del Prete: lascio il Pd e penso al futuro

L'ex vice Sindaco di Vasto Nicola Del Prete L'ex vice Sindaco di Vasto Nicola Del Prete

"Con la riconsegna simbolica della tessera del Pd si chiude la mia esperienza in seno ad un partito mai nato": Con queste dichiarazioni l'ex vice Sindaco di Vasto Nicola Del Prete si è presentato ieri alla stampa. “Ho creduto, al pari di milioni di italiani, che con il Pd l'area liberale, cattolica e moderata della ex Margherita potesse trovare una nuova e più moderna casa - ha proseguito Del Prete-, amalgamandosi con la migliore esperienza socialista e progressista degli ex Ds. Sono rimasto deluso, molto deluso. La sinistra e gli uomini di sinistra che hanno condiviso questo percorso non hanno saputo resistere alla tentazione di rifare un Pci sotto mentite spoglie. E Sono stati bravi a mettere nel cantuccio l'esperienza cattolica e liberale per mostrarsi, finalmente, con il loro vero volto, senza più maschere. Franco Marini ha detto a nome degli ex popolari: Nel Pd ci sentiamo ospiti. Questo ruolo l'ho vissuto con disagio, specie dopo aver smascherato il Sindaco Lapenna che ha anteposto al rispetto di un patto elettorale stipulato con la città nel 2006, i miserabili ricatti di chi alimenta l'odio sociale. Ma di questo argomento parlerò più approfonditamente e con dovizia di particolari nel libro Amministrazione Lapenna e Partito Democratico, storia di due storie mai nate, scritto con Davide D'Alessandro che presenteremo alla città lunedì 28 dicembre alle ore 17,00 presso il Cinema Corso”. Alla domanda: che fa, adesso, va con Rutelli? Del Prete ha risposto: “Terminata con delusione ma senza drammi l'esperienza del Pd, si apre da oggi per il sottoscritto una pagina nuova, con la consapevolezza che Vasto ha bisogno delle energie fin qui nascoste per svolgere un ruolo di primo piano nelle vicende regionali. La mia esperienza di ex amministratore ed i contatti giornalieri con persone deluse almeno quanto me dall'amministrazione Lapenna, mi suggeriscono che sono maturi i tempi per fare in modo che siano i cittadini vastesi volenterosi, caparbi e senza tessere politiche sfumate di rosso a pensare il loro futuro, a scriverlo ed a realizzarlo senza intermediari, senza compromessi. Io ed altri amici che sto incrociando su questo percorso, siamo pronti per costruire una nuova volontà civica, motivando chi, da troppo tempo, è rimasto rintanato nella propria abitazione o nel proprio studio subendo le azioni amministrative e politiche frutto della sete di potere. Rutelli e l'Api (Alleanza per l’Italia) non sono il miele, ma rappresentano un progetto ambizioso che può essere costruito con l'ausilio ed il contributo di tutti i moderati che, dopo la Dc, non hanno trovato ancora la loro casa ideale". Sulla prospettiva di una eventuale alleanza con il centrodestra, Del Prete è stato chiaro: “A Vasto non c’è un centrodestra che parla con una voce sola- ha concluso -. Non intendo pensare in questo momento a strategie ed alleanze quando la priorità è scrivere con i cittadini vastesi che vogliono condividere questa esperienza una nuova proposta amministrativa. Solo sul progetto mi confronterò con chi ha a cuore le sorti di Vasto”.

Del Prete: Vasto sede di direzione generale della Asl Unica

Nicola Del Prete con il Presidente Giulio Andreotti Nicola Del Prete con il Presidente Giulio Andreotti

L'ex vice Sindaco di Vasto Nicola Del Prete si fa promotore di una proposta per portare a Vasto la direzione generale della ASL Unica. "Lanciano esercita la sua pressione politica per ottenere la direzione generale della istituenda Asl Unica provinciale e Vasto, con Luciano Lapenna Sindaco, dorme. Non è pensabile che la nostra città, seconda solo a Chieti come numero di abitanti, capace di esprimere professionalità di altissimo livello nel settore Sanità debba rimanere al palo. Troppo volte siamo stati mortificati dai giochetti politici. Oggi è il momento di far prevalere le ragioni di un progetto politico-amministrativo in grado di rideterminare un ruolo significativo per la nostra città. Bisogna rivendicare con decisione, senza svenderci per il classico piatto di lenticchie che potrebbe toccare a questo o quell’amministratore di turno, la sede della direzione generale del Asl unica. I riflessi positivi si riverserebbero sul mondo del lavoro, sulla economia territoriale, sulla programmazione sanitaria. A cosa servono i convegni sulla sanità, le iniziative sul territorio per parlare dei problemi di questo settore se, alla resa dei conti, non ci garantiamo, come appare logico, un ruolo direzionale? La direzione generale della Asl Unica rappresenterebbe per Vasto ed il suo territorio un parziale risarcimento per i torti subiti in passato, primo fra tutti la decisione di “regalare” a Lanciano la sede legale della vecchia Asl Lanciano-Vasto. Rivendicare un ruolo non significa necessariamente fare campanilismo. Il movimento “Vasto al Centro” e mi auguro anche tutti gli altri partiti che intendono dare sostanza alla proposta, non possono rimanere indifferenti rispetto alla “necessità” di rivitalizzare il nostro ruolo sullo scacchiere regionale. E’ il momento di suonare la sveglia a Lapenna e all’amministrazione comunale, convocando un Consiglio comunale urgente affinchè si faccia voti per sostenere questo obiettivo: Vasto sede di direzione generale della Asl Unica provinciale".

COMUNE: COLLABORATORI SENZA STIPENDIO

Si avvicina il Natale, ma i collaboratori delle cooperative Samidad e Cooptur restano senza stipendio. Il Comune di Vasto non li paga e loro, di conseguenza, non possono garantire il mensile al personale in servizio presso le strutture comunali. La Samidad garantisce il personale gli asili nido, inservienti ed educatori, mentre la Cooptur è la consorziata della Cns, la cooperativa che si è aggiudicata l’appalto per la mensa alla scuola dell’infanzia ed alcune sezioni della scuola primaria. In totale sarebbero circa 30 i dipendenti che da almeno tre mesi sono senza stipendio. I servizi sono garantiti per lo spirito di responsabilità di queste persone che, nonostante non possano contare su un mensile puntuale, non intendono mettere in difficoltà le cooperative che gli danno lavoro. Il problema è che il Comune non paga con la regolarità che dovrebbe essere garantita. Eppure in bilancio le somme previste ci sono, così come ci sono gli impegni di spesa. Insomma, sotto il profilo contabile sembra sia tutto a posto. Il problema è la liquidità che il Comune non ha. Ed infatti, spesso, si rincorre l’emergenza e gli uffici pagano, con i pochi soldi liquidi disponibili, le urgenze. Evidentemente per l’amministrazione Lapenna, i dipendenti delle cooperative Samidad e Cooptur non sono le “urgenze”. Il rammarico è che questa vicenda va avanti da tempo ma solo adesso alcuni dipendenti, stretti da evidenti problemi economici, hanno deciso di rendere pubblico un problema di grande impatto sociale. Un’amministrazione che paga in ritardo i servizi di primaria importanza per far funzionare le scuole mostra una scarsa sensibilità verso questo settore e accentua il distacco che si crea tra ente pubblico con fama di “mal pagatore” e i suoi indispensabili collaboratori. Attendiamo una dichiarazione dell’assessore Marchesani, sempre che non voglia farla il Sindaco, che chiarisca questa vicenda e che rassicuri le cooperative con il versamento immediato delle somme dovute.

la svolta vastese

 

"Una sezione del Pd forte e coesa come quella di Vasto può e deve avere un ruolo importante all’interno degli organismi decisionali di quel partito che tutti assieme vogliamo costruire per il futuro dei nostri figli. Firmato Giuseppe Forte. Questa frase conclude un lungo intervento del commissario Pd di Vasto ed evidenzia, in sé, una contraddizione di fondo: la sezione cui fa riferimento Forte non è affatto coesa come egli sostiene. Anzi, una parte importante del partito, che non ha votato alle primarie riservate solo agli iscritti (249 votanti su 470), non si riconosce affatto in questa dirigenza e, soprattutto, in  questa amministrazione Lapenna che confonde il ruolo della politica. Questa parte del Pd non condivide le affermazioni di Forte quando parla in termini spregiativi della dottoressa Anna Paola Sabatini, definita espressione diretta del vecchio del Pd. La Sabatini rappresenta, al pari della dottoressa Maria Amato, una risorsa preziosa per un partito che, a Vasto, non è mai nato perchè gestito in proprio a servizio dell’amministrazione Lapenna.  Mi intenerisce, poi, Peppino Forte quando, a parole, vuole darsi un profilo di autorevolezza politica affermando che la costruzione del Pd ha bisogno di serenità e condivisione. I fatti e quello che scrive lo smentiscono clamorosamente, perchè chi predica serenità non può scagliarsi contro una parte importante del Pd". "Io registro, da iscritto a questo partito, un fallimento totale della gestione Forte, per questa ragione sarò... fortemente contrario ad una nuova soluzione che lo veda ancora in pista, così come sarò contrario a proposte che sanno di muffa, cioè indicazioni che vedano come papabili alla segreteria Fabio Giangiacomo, lo stesso Luciano Lapenna o Domenico Molino. Nel Pd ci sono risorse e facce nuove. Ne ho citate due: Anna Paola Sabatini e Maria Amato, ma ci sono anche il prof. Costantino Felice, il dott. Nicola D’Adamo, insomma persone che non hanno sudditanza nei confronti di un sindaco e di un’amministrazione comunale che hanno già regalato al centrodestra vastese la vittoria alle prossime amministrative. L’era dei Lapenna, Forte e compagni è giunta al termine. Vasto non è cambiata, come diceva Lapenna; speriamo sappia cambiare il Pd, altrimenti la lista di chi seguirà Francesco Rutelli sarà lunga, molto lunga...".

di Nicola Del Prete

intervista a Davide D'Alessandro

D'ALESSANDRO, I GIOCHI E SPUTORE

Caro Dott. D'Alessandro, ci diamo del lei o del tu? "Diamoci pure del lei, il tu non glielo consento". Premesso che questa lista dei compensi percepiti dai Giochi del Mediterraneo non è la Lista della P2 di Licio Gelli…"Purtroppo!". Come purtroppo? "Nel senso che a me sarebbe piaciuto appartenere alla Loggia di Gelli ma, all'epoca, ero ancora minorenne. La tessera della P2 ha prodotto carriere favolose. Ha visto Berlusconi?". Torniamo a noi. Come si fa a essere chiamati dai Giochi e a percepire quindicimila euro? "Ci dev'essere una straordinaria crisi economica in atto. Perché, senza la crisi, non avrei mai accettato di lavorare, e duramente, per oltre un anno per soli quindicimila euro. La mia penna, come sa, ne vale molti di più. Quelle cifre le guadagnavo venti anni fa. Chieda ad Alfonso Di Virgilio, a Maria Teresa Ferrara o a Tuttosport. Ci sono le ricevute". Sì, d'accordo, ma come si fa? "Sono stato chiamato dalla segreteria del Direttore Generale. Mi sono presentato. Mi è stato detto che conoscevano da tempo la mia penna acuta e brillante e desideravano affiancarmi al responsabile dell'Area Media per promuovere i Giochi. Quando mi è stato dichiarato il compenso, avevo l'occhio triste, mi sono sentito una nullità. Hanno capito e mi hanno detto:"Sappiamo che è poco, ma cerchiamo di lavorare per l'Abruzzo". Ecco, ho lavorato per l'Abruzzo! Ho scritto tanto, ho partecipato una e più volte alla settimana a riunioni, con colleghi tutti bravi, per impostare il lavoro, ho scritto comunicati, interviste e articoli infiniti per riviste nazionali, viaggiato da Vasto a Pescara. Per quindici mesi. Tutto compreso in quella misera cifra. Se rinasco, voglio essere assunto all'Uta o, ancora meglio, collocato nel Consiglio d'Amministrazione della Sangritana o, ancora meglio, al Nucleo Industriale". E di Sputore che cosa mi dice? "Di Sputore ho saputo ieri e quando ho letto che ha incassato più di me, mi sono incazzato nero, mi sono vergognato di me stesso. Quando condussi Giammarinaro a Gubbio, lui mi fece una sola domanda: quanto guadagna Scotini? Gli dissi la cifra e lui mi rispose:"Io devo guadagnare almeno una lira in più". Ecco, avessi saputo della presenza di Sputore, avrei chiesto almeno una lira in più". Quindi non sa di che cosa si sia occupato? "Se non sapevo della sua presenza, come faccio a sapere di cosa si è occupato? Le ho detto di cosa mi sono occupato io. Chieda a lui di cosa si è occupato. Magari avrà arbitrato qualche partita". Perché non torna a scrivere anche per "la Voce", ad allietare i nostri lettori, magari con Turi Spanò? "Mai dire mai, caro Del Prete. Ma dipende tutto dagli euro. E lei, negli ultimi tempi, mi sembra piuttosto povero in canna".             

e se scoppiasse anche a Vasto un caso "Marrazzo"?

E se scoppiasse anche a Vasto un caso “Marrazzo”? Ve lo immagnate? Lotte furibonde in Consiglio comunale su questo o quel progetto, accuse sulla stampa d’inadeguatezza e di scarsa capacità amministrativa, veleni sulla conduzione politica dei partiti ed invece, all’improvviso, ecco spuntare una vicenda “inquientante” che, in barba proprio alla politica dei veleni, pone l’amministratore al cospetto di una responsabilità etica superiore. E lo induce alle dimissioni! Il “vizietto”, distinto tra quello che ha portato la escort più famosa d’Italia a registrare le conversazioni private con Berlusconi a quello trans...gressivo dell’ex Presidente del Lazio Marrazzo, può giocare brutti scherzi a tanti. Chi amministra è soggetto a critiche più o meno “pesanti”, ad insinuazioni che prendono corpo da alcuni atteggiamenti magari innocenti, ma la lettura che gli viene data, purtroppo, è distorta. Ad alimentare, poi, il chiacchiericcio sono gli stessi protagonisti della politica, quelli che, da sempre, si dilettano con il dileggio sottotraccia. Il gioco è questo: il tuo avversario politico beve un bicchiere di buon vino a tavola con gli amici? E’ marchiato a vita, perchè per i suoi detrattori è un ubriacone, una persona da condannare al pubblico ludibrio. Oppure: ti vedono uscire da un bagno pubblico a mezzanotte? Bhè, pensano: chissà chi c’era dentro quel bagno...Per non parlare di sesso. Ti stringi troppo con un gay? Lo sei anche tu, nonostante la tua vita quotidiana dimostri l’esatto contrario. E’ il prezzo che un uomo pubblico deve essere disposto a pagare quando il provincialismo da quattro soldi trova libero sfogo. Bisogna solo chiedersi: ne vale la...pena?

Fabio Gangiacomo, senza vergogna

l'ex Presidente del Coasiv Fabio Gianiacomo l'ex Presidente del Coasiv Fabio Gianiacomo

In una  lunga nota, l’ex Presidente del Coasiv, Fabio Giangiacomo, ha risposto al nostro giornale e, al termine della sua disquisizione su meriti e demeriti ha chiosato: “Comprendo che il Direttore de La Voce deve riempire tutti i giorni il suo quotidiano, per giustificare le pubblicità presenti in maniera massiccia sul suo foglietto, ma se si trova a corto di notizie potrebbe spiegare il perché delle misteriose dimissioni dal Coasiv in coincidenza della revoca della relativa indennità”. In poche parole,  in questa frase conclusiva, il sig, Giangiacomo ha accusato Nicola Del Prete, direttore de La Voce ed ex vice Presidente del Coasiv, di essersi dimesso dal Consorzio industriale in coincidenza con la revoca delle indennità, cioè in coincidenza con la revoca dello stipendio (lo prevede una legge regionale). Giangiacomo mente spudoratamente! Ed è facile dimostrarlo. Del Prete non ha percepito indennità dal Consorzio industriale dal dicembre 2007, mentre  ha rassegnato le misteriosi dimissioni nel maggio 2008, dopo il voto regionale che sancì il successo del centrodestra e, dunque, un cambio di indirizzo politico in quegli enti gestiti dalla Regione, tre questi il Consorzio industriale del vastese. Siccome Del Prete (ma anche Fabio Giangiacomo) andò a ricoprire il ruolo di amministratore del Coasiv perchè espressione del centrosinistra regionale, venendo meno il presupposto politico, Del Prete ha ritenuto di chiudere lì la sua esperienza. Fabio Giangiacomo, invece, ha continuato fino alla fine, cioè fino alla nomina del commissario avvenuta solo pochi mesi fa, a percepire lo stipendio al Coasiv che è di circa 2.400,00 euro mensili. Evidentemente, però, quello stipendio non gli bastava, tant’è che alla prima occasione di rinnovo del Consiglio di amministrazione del Coniv, cioè l’ente che gestisce per conto di Coasiv e di un socio privato i depuratori e l’acqua nelle zone industriali, si è nominato anche Presidente del Coniv: carica che riveste tuttora perchè il triennio scade nel giugno 2010. Un incarico, si badi bene, anch’esso remunerato per circa 12.000,00 euro all’anno. Se la matematica non è una opinione: 29+12 fanno 41. Già, 41 mila euro all’anno introitati da Fabio Giangiacomo con la politica, ai quali è difficile, oggi, rinunciare. Non è forse questa la ragione per la quale Giangiacomo non ha seguito l’esempio di Del Prete dimettendosi nel 2008?

iscritti del Pd e cittadini chiamati domenica 25 ottobre al voto per eleggere il Segretario Nazionale del Partito Democratico

fax simile per chi intende votare Franceschini segretario alle primarie del Pd fax simile per chi intende votare Franceschini segretario alle primarie del Pd

PD, manovre per la segreteria

Nei giorni scorsi si è svolto ieri a Chieti l'incontro provinciale con il candidato alla segreteria nazionale del PD Dario Franceschini. In merito al congresso il leader ha invitato tutti ad andare a votare, domenica prossima, per non lasciare andare dispersa un'occasione di grande democrazia qual è quella della votazioni primarie in cui non viene scelto solo un candidato segretario e un modello di partito ma un programma di governo e un idea di Italia. L'incontro che ha visto la presenza di tutti i big della regione a sostegno della mozione Franceschini è stato costruito sull'intervento principale del candidato segretario e su altri pochissimi e selezionati interventi. Tra questi anche quello della candidata vastese all'assemblea nazionale Anna Paola Sabatini che in rappresentanza della società civile, dei giovani e della componente femminile ha parlato, applauditissima, della necessità di riavvicinare la gente alla politica allontanando da questa coloro che lo fanno per professione e proponendo risposte concrete ai problemi quotidiani della gente. Come tutti sanno, dopo l’elezione del segretario nazionale, si procederà anche all’assemblea per il rinnovo della segreteria vastese. Nella mozione Franceschini ci sono personalità che potrebbero ricoprire la carica di segretario a Vasto. Tra questi, certamente il prof. Felice Costantino, storico, persona di grande spessore culturale e lontano dai giochetti di Forte, Lapenna e compagnia bella.  Oltre al professore, c’è poi il dott. Nicola D’Adamo, oggi capogruppo di Uniti per Vasto, ma con tessera Pd, uno spirito libero e a volte critico, che potrebbe riportare un pò di entusiasmo ad un partito, il Pd di Vasto, stretto dalla morsa di chi vuole fare il segretario o per potersi candidare a Sindaco, o per strappare una candidatura alle regionali. Per dare sostanza ad un partito che a Vasto non c’è mai stato, ci vogliono spiriti liberi, capaci di interpretare il sentimento della gente, non gli interessi propri. Si gioca su questa riflessione la vera sfida interna al Partito Democratico.

Forte offende le Istituzioni. Lapenna resta in silenzio

In una nota diramata dall’ufficio stampa del Comune di Vasto ci sono alcune dichiarazioni, virgolettate, di Peppino Forte. Il Presidente del Consiglio è l’espressione di tutti i consiglieri comunali, di maggioranza e di minoranza, rappresenta il Consiglio Comunale nell'Ente e di fronte alla città. Dal Presidente del Consiglio ci si aspetta sempre un atteggiamento irreprensibile, un atteggiamento distante dalle beghe politiche anche perchè il suo ruolo è quello presiedere e disciplinare la discussione degli argomenti iscritti all'ordine del giorno, secondo le modalità stabilite dal Regolamento per i lavori del Consiglio Comunale. In sostanza un ruolo super partes, il Presidente si occupa del buon andamento dei lavori del Consiglio. A Vasto, però, c’è un’anomalìa: l’attuale Presidente Peppino Forte pensa di sostituirsi al Sindaco nelle dichiarazioni politiche, anzi, pensa di essere il Sindaco (Lapenna glielo consente) e, senza neppure rendersi conto della infamia che riversa sui consiglieri comunali, si lascia andare a questo tipo di dichiarazioni: “ Ci sono gruppetti e groppuscoli che non riescono ad andare avanti con i propri piedi perché si dividono pur essendo di infima costituzione. Minuterie, insomma, che per strada perdono i loro pezzi. Noi siamo una maggioranza compatta, che va avanti e che porta avanti il programma che ci eravamo dati”. Dichiarazioni da far accapponare la pelle, un linguaggio da bassifondi di periferia, una vergogna per la città che si illude di rappresentare. Ma ciò che ci lascia sconcertati è il silenzio dei consiglieri comunali. Non è un attenuante pensare di non far parte di quel gruppetto o dei quei gruppetti a cui si riferisce Forte, e dunque di non essere il bersaglio del Presidente del Consiglio. Colpire un Consigliere comunale, uno solo, rappresenta da parte del Presidente del Consiglio una scorrettezza unica e definire un gruppo politico, fatto da Consiglieri, di “infima costituzione” è un’offesa grave della dignità della Istituzione tutta. Forte dovrebbe chiedere scusa per queste dichiarazioni ed il Sindaco dovrebbe prendere le distanze da questo vergognoso attaco alla libertà di espressione e di voto di un Consigliere comunale. Ma siamo a Vasto, lo sappiamo tutti, dove Lapenna pur di rimanere incollato a quella sedia è capace di fare patti con il diavolo e dove l’attuale maggioranza, tolto dalla scatole quel rompi...e di Del Prete, adesso deve per forza tirare diritto fino alla fine, ed è disposta ad ingoiare rospi su rospi. Meno male che la città osserva, riflette e si rende perfettamente conto della statura istituzionale che ha il suo Presidente del Consiglio comunale.         NDP

Legge di riordino delle Asl, Vasto scompare

I Sindaci del territorio, quello di Vasto compreso, si sono accorti che la Asl di Lanciano-Vasto non c’è più. E cosa fanno? Si riuniscono e dicono che loro, da Sindaci, “vogliono poter dire la loro sui temi della sanità”. Lo dicono quando, ormai, la legge di riordino è passata. Questa vicenda dimostra l’assoluta mancanza di peso del Sindaco di Vasto Luciano Lapenna e, purtroppo, l’assenza di un coordinamento da parte dei consiglieri regionali di centrodestra (quelli che sono in maggioranza alla Regione) che ha consentito a Lanciano, per l’ennesima volta, di farla da padrone. Il campanilismo non c’entra: è una questione di rispetto di questa parte del territorio che vuole avere punti di riferimento propri. La Regione, dunque Chiodi e Venturoni, hanno nominato i commissari ed i sub commissari. Ebbene, per la Asl di Chieti, che è il nostro nuovo riferimento, ci sono tre figure, tutte stimate e rispettabilissime, cioè Tommaso Staniscia, Raffaela Tenaglia e Giancarlo Barrella che sono di Lanciano. Saranno i futuri Manager, direttore sanitario e direttore amministrativo della Asl di Chieti che comprenderà la ex Asl Lanciano-Vasto. Mi chiedo: possibile che Vasto ed il suo territorio non hanno professionalità tali da poter essere rappresentati in seno al nuovo organismo amministrativo e sanitario della Asl di Chieti? La verità è che in questo parte del basso Abruzzo la politica non si fa più! Ci sono le guerre dei Lapenna, Forte e Sputore per qualche misera poltroncina in attesa che i cittadini vastesi li rimandino definitivamente a casa e, nel centrodestra, dove pure c’è gente che ha dimestichezza con la Regione, ci sono ancora troppi meccanismi perversi che non consentono di avere una visione strategica unitaria sulle reali emergenze di questo territorio. A pagare le spese di questa colpevole assenza della politica a Vasto e nel vastese sono sempre e solo i cittadini, quelli che aspettano dalla sanità le risposte che non arrivano. Lapenna, se avesse un pò di capacità critica, dovrebbe dimettersi non tanto per la sua inadeguatezza amministrativa, ma per la sua totale assenza e peso nelle scelte che il Sindaco di Vasto, e dico di Vasto non di Civitella Alfedena, non può farsi passare sulla testa senza fare nulla e limitandosi a discquisire sul nulla. Un Sindaco nullo a Vasto non lo vogliamo, non lo vuole neppure chi, come il sottoscritto, tre anni fa, aveva creduto di poter dare un contributo ad una svolta che c’è stata, ma in senso negativo!                 Nicola Del Prete

Coletti: Il PD di Vasto gestito come un affare proprio

Tommaso Coletti, consigliere provinciale del Pd, ex Presidente della Provincia di Chieti, già Senatore della Repubblica e consigliere regionale, si è accorto che Lapenna e Forte, oramai, sono “slegati dalla cittadinanza”. Il siluro, però, è rivolto a Peppino Forte, suo collega di gruppo in consiglio provinciale. “Il partito democratico di Vasto è gestito come un affare proprio”- sbotta l’ex Presidente. E per dirlo uno come lui che ai Lapenna e Forte li ha coccolati, cullati, investiti di potere politico, vuol dire che queste affermazioni nascondono delle verità inconfutabili.     Potremmo dire a Coletti: cosa ti avevano detto? Ma non è questo il momento, nè il luogo, per ricordare certe posizioni politiche all’interno al Pd. Oggi ci limitiamo a riferire le considerazioni di Coletti a margine dell’incontro organizzato a Vasto, presso il Gulliver Center, con l’On. Beppe Fioroni, ex Ministro in quota Pd e deciso sostenitore della linea Franceschini. Coletti, deluso dalla mancanza dei vertici vastesi del Pd all’incontro da lui organizzato, scrive: “Nonostante la totale assenza del gruppo amministrativo vastese ormai sempre più autoreferenziale  e slegato dalla cittadinanza si è svolto con grande successo ed enorme affluenza lunedì scorso presso il Gulliver Center l'incontro con l'on. Beppe Fioroni. L'evento a cui hanno partecipato Tommaso Coletti, Camillo D'Amico e Anna Paola Sabatini che Fioroni ha presentato come candidata all'assemblea nazionale del Partito, ha rappresentato l'ulteriore conferma che il partito democratico di Vasto gestito come un affare proprio da alcuni esponenti vastesi, ha la migliore linfa al di fuori. Nelle parole dell'Onorevole Fioroni l'invito ad andare nella linea indicata da Franceschini per garantire al partito quel salto in avanti attraverso l'investimento in rinnovamento e quindi in soggetti freschi, nuovi e puliti capaci di una politica di ampio respiro e che facilitino il riavvicinamento dell'elettorato al suo progetto”. Per lo meno quest’incontro ha fatto chiarezza su una cosa: Coletti ha finalmente detto quello che pensava da tempo dei Lapenna e dei Forte e lo ha fatto senza mezze parole, gliene va dato atto, dicendo chiaramente che il Pd di Vasto non è più un partito democratico, ma gestito come “un affare proprio da alcuni esponenti vastesi”. Forte in sostanza ha mollato la mozione Franceschini e si è buttato su Bersani, andando dove sono da tempo i suoi nemici storici, a partire da Angelo Bucciarelli.

a proposito delle tre F

Nicola Del Prete e, sullo sfondo, Peppino Forte Nicola Del Prete e, sullo sfondo, Peppino Forte

Piazzarossetti diventa un blog dai contenuti risibili quando si avventura a parlare di politica amministrativa vastese, non solo perché il suo tutore, cioè il presidente del Consiglio Peppino Forte non ci capisce nulla, ma perché, con la nota di ieri dal titolo “Le tre F di Nicolino”, dimostra anche di non saper leggere il nostro giornale, cioè La Voce (numero di sabato scoso). Ad un certo punto dell’articolo apparso sul blog, leggiamo testualmente: “Pare di capire che il Consigliere Pino Di Paolo avrebbe fatto la voce grossa in Consiglio Comunale contro gli speculatori della grande distribuzione. Peccato che il capo gruppo di “Vasto al Centro”, Pino Di Paolo, durante la discussione sul commercio e la media distribuzione non era presente in aula, così come il 70% dell’intero suo gruppo consiliare”. Vedi, caro Peppino, hai fatto proprio bene a scrivere…pare di capire… perché, in realtà, non hai capito proprio nulla né della delibera sul commercio che Lapenna ti ha messo sotto il naso, né hai capito che l’intervento del consigliere Di Paolo non è stato fatto in Consiglio, ma sono state dichiarazioni rilasciate a “La Voce”. Dimmi, capo Peppino, dov’è il passaggio sull’articolo de La Voce dove si dice che Di Paolo quelle cose le ha dette in Consiglio comunale? Rifai un pensierino della notte e scrivi il passaggio in cui hai letto che quelle erano dichiarazioni rese in Consiglio! E’ evidente che non hai saputo leggere l’articolo, né, purtroppo (ma di questo non ti faccio una colpa perché per capire le delibere le devi studiare e tu non lo fai e si vede!), hai saputo interpretare il vero senso che Lapenna e soci (quelli che sulla partita centri commerciali…ci vogliono fare!) hanno dato alla proposta che ti è passata sotto il naso. Anzi, stavi quasi per approvarla, ma poi, grazie all’intuizione di qualche consigliere di minoranza e grazie allo studio dei consiglieri del gruppo “Vasto al Centro” è stata ritirata. Approvare quella delibera così come vi è stata sottoposta, caro Peppino, non significa chiudere alla grande distribuzione (come erroneamente scrive il Centro e come vorresti far credere tu), perché in tal caso nella delibera, lo ha fatto il tuo amico Gabriele Marchese a San Salvo (gliene puoi chiedere copia!), bisognava specificarlo. Né, in quella delibera, poni una serie di paletti a chi vuole aprire medie superfici di vendita a tutela dei commercianti e degli stessi consumatori. Le stesse associazioni di categoria (dubito sulla Confesercenti), vedrai, torneranno sull’argomento perché quando si discusse della media distribuzione, non si parlò affatto delle altre belle cose che qualche furbetto ha pensato bene di scrivere successivamente sulla proposta di deliberazione. Sai cosa avrebbe fatto un’amministrazione capace di programmare? Avrebbe portato in Consiglio comunale una proposta di piano commerciale (ne hai mai sentito parlare, caro Peppino??), magari scritto dai professionisti o dagli specialisti in materia (quelli che dice Lapenna non quelli che vorresti  indicare tu!) ed in quel contesto chiarire l’intenzione sulla grande distribuzione recependo integralmente (non parzialmente come vorreste fare) la legge 11 regionale sulle nuove norme in materia di commercio.

Un’amministrazione seria, trasparente e, aggiungo io, capace, avrebbe fatto così. Ma voi, cioè il Lapenna quater è un’amministrazione che deve tirare a campare, almeno fino a quando agli Alinovi, ai Gentile ed agli Olivieri non verrà in mente che forse forse stanno reggendo le stampelle ad un...morto che cammina (politicamente parlando, naturalmente!).

A proposito, grazie Peppino, perché con questi tuoi pensierini, mi consenti di argomentare su problematiche che i cittadini vastesi non conoscono approfonditamente. Ti suggerisco, per i prossimi giorni, di stuzzicarmi un po’ sul piano spiaggia e sull’area Sic perché ho tante altre cosine da dire. Ciao caro Peppino, a presto.  Nicola Del Prete

meglio "ex di tutto" che colluso con un'amministrazione inadeguata

Che Peppino Forte non si sappia "mantenere" lo sanno tutti, che Peppino Forte è alla ricerca disperata di tornare in Consiglio regionale per i 7 barra 8 mila euro al mese di appannaggio lo sanno pure le pietre, ma che adesso Peppino Forte ( proprio lui!!!) vuole fare "la morale" al sottoscritto è il colmo! Nei suoi scritti, ultimamente, vuole far passare un concetto falso e perverso: Del Prete siccome non è più assessore adesso si scaglia contro Lapenna e contro chi sostiene il Sindaco! Vedi, caro Peppino, dimentichi facilmente le azioni che compi. Te ne ricordo qualcuna. Non fosti proprio tu durante la campagna elettorale per le regionali in cui sei rimasto "trombato" per una manciata di voti, a convocare tutti noi assessori dal tuo amico Domenico Molino, a Vasto marina, per lanciare fuoco e fiamme contro Lapenna e la Suriani? Non fosti tu, caro Peppino Forte, a dire che la Suriani l'avrebbe dovuta pagare a caro prezzo ( ritiro della delega all'urbanistica) e che Lapenna avrebbe dovuto cominciato a sentire il fiato sul collo da parte degli assessori del Pd? (Per usare termini consoni perché non mi va di ripetere come apostrofavi il tuo Sindaco anche durante i comizi del 2006!). Le poltrone, i veleni contro il sottoscritto, la voglia (da sempre) di credere di essere il supertutto, a volte ti fanno esagerare. Ti ribolle il sangue quando si parla di te in termini negativi, politicamente… Ed io, considerato che in questi tre anni ho visto il tuo modo di operare, come lo hanno visto i vastesi,  posso serenamente dirti che la cosa pubblica e la politica in genere non fanno per te! Eppure ti ostini. Lo dico senza livore, ma con la consapevolezza che chi cambia parere su alcuni punti fondamentali del proprio programma elettorale ( localizzazione Ospedale, Norme Tecniche…ecc) pur di rimanere seduto lì dov'è, non ci fa una bella figura con i cittadini. Almeno per me. Mi piace la definizione che hai usato nei mie confronti: "Ex di tutto". Certo, non sono più assessore né consigliere del Coasiv. Ma proprio questo è il bello della politica. Oggi ci sei, domani no. Non sono queste le cose importanti, c'è la dignità al primo posto ed in un'amministrazione inadeguata come quella che Lapenna ha ricomposto per la quarta volta in tre anni non c'era più spazio per chi non abbassa la testa senza una ragione, per chi ha lavorato per il bene della città pur trovandosi tra i piedi, ogni giorno, ostacoli a non finire. Del Prete ha dato fastidio e da più fastidio adesso che parla liberamente, questa è la sacrosanta verità. Lapenna oggi tace, perché non saprebbe proprio cosa dire, fa parlare te, manda avanti il suo… alleato. A proposito: gli chiedi se ti riconferma segretario del Pd di Vasto? Mi auguro di sì, così i vastesi sapranno, finalmente, che se la città è scivolata a sinistra lo devono a chi predica bene (quando parli dei valori di Spataro…) e razzola male, al fianco di un “traditore” di accordi politici (Luciano Lapenna).  A proposito, caro Peppino, siccome ho parecchio tempo libero, in questi giorni, cerca di solleticarmi di più, magari non sulle fesserie, ma sugli argomenti seri che riguardano la città ed i cittadini vastesi, così mi darai modo di risponderti come conviene!

Grazie                                                                           Nicola Del Prete

Forte...disagio

“Una notizia falsa” scrive Giuseppe Forte sul suo blog a proposito del nostro articolo pubblicato su La Voce di giovedì riferito al riconteggio delle schede, richiesto da Forte al Tar, per ottenere un seggio regionale, appetibile dal punto di vista economico e non solo. Abbiamo scritto, imbeccati da alcuni amici di Forte che non vedono l’ora di averlo in Regione?!?, che il ricorso al Tar del Presidente del Consiglio comunale di Vasto, nonchè segretario del Pd locale, nonchè consigliere provinciale, nonchè...fate voi...è stato un buco nell’acqua. Certo, il Tar non ha ancora scritto la parola fine a questa vicenda ed in questo senso Forte ha ragione, perchè la speranza è sempre l’ultima a morire, ci mancherebbe. Ma, durante le fasi preliminari, come tutti sanno, ci sono le udienze che consentono ai legali, al ricorrente ed anche alla pubblica opinione informata dei fatti, di avere una visione sempre più realistica delle cose. Ebbene, alcune circostanze relative all’udienza del 27 agosto scorso ci fanno pensare che il riconteggio richiesto da Forte non approderà a nulla di concreto, perchè non vi è una sezione in cui Forte ha indicato chiaramente dove il numero delle schede scrutinate con il suo nome non corriponde a quello verbalizzato. E non solo. Il Tar pare si voglia muovere verificando i verbali e non riconteggiando le schede. Vedremo. Intanto, dall’ultima udienza, piaccia o no al nostro apirante consigliere regionale ed aspirante sindaco, il suo ricorso ha fatto un buco nell’acqua, in attesa dell’udienza del 30 settembre. Il ricorso del sottoscrito alle comunali, invece, caro Peppino Forte, è stato ben diverso. Nel seggio dell’Incoronata, dove i rappresentanti di lista mi attribuivano 27 voti, stranamente mi erano stati conteggiati, nei verbali, 7 voti. Qualcuno aveva dimenticato il 2 davanti al 7. Ho presentato ricorso in maniera dettagliata, non sparando nel mucchio come hai fatto tu. L’ho fatto per una questione di principio. Tu perchè hai fatto ricorso al Tar, per una questione di principio (non credo visto che non sai in quali seggi non ti sarebbero stati attribuiti i voti realmente scrutinati) o lo hai fatto per quei 7/ 8 mila euro al mese che, per qualche tempo e per sfortune altrui hai potuto...assaporare in un recente passato? Caro Peppino, come sempre, sono pronto a confrontarmi con te dove vuoi e sui temi che vuoi (politici e amministrativi, naturalmente) perchè mi piacerebbe mettere in evidenza, davanti a tutti, la tua pochezza di contenuti politico-amministrativi.                          
                                        Nicola Del Prete

il flop del Vasto Film Festival 2009

la sala semivuota del Vasto Film Festival 2009 la sala semivuota del Vasto Film Festival 2009