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BUONGIORNO (foto della testata di Vincenzo Di Lello)

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NOTIZIA DELL'ULTIMORA

e se scoppiasse anche a Vasto un caso "Marrazzo"?

E se scoppiasse anche a Vasto un caso “Marrazzo”? Ve lo immagnate? Lotte furibonde in Consiglio comunale su questo o quel progetto, accuse sulla stampa d’inadeguatezza e di scarsa capacità amministrativa, veleni sulla conduzione politica dei partiti ed invece, all’improvviso, ecco spuntare una vicenda “inquientante” che, in barba proprio alla politica dei veleni, pone l’amministratore al cospetto di una responsabilità etica superiore. E lo induce alle dimissioni! Il “vizietto”, distinto tra quello che ha portato la escort più famosa d’Italia a registrare le conversazioni private con Berlusconi a quello trans...gressivo dell’ex Presidente del Lazio Marrazzo, può giocare brutti scherzi a tanti. Chi amministra è soggetto a critiche più o meno “pesanti”, ad insinuazioni che prendono corpo da alcuni atteggiamenti magari innocenti, ma la lettura che gli viene data, purtroppo, è distorta. Ad alimentare, poi, il chiacchiericcio sono gli stessi protagonisti della politica, quelli che, da sempre, si dilettano con il dileggio sottotraccia. Il gioco è questo: il tuo avversario politico beve un bicchiere di buon vino a tavola con gli amici? E’ marchiato a vita, perchè per i suoi detrattori è un ubriacone, una persona da condannare al pubblico ludibrio. Oppure: ti vedono uscire da un bagno pubblico a mezzanotte? Bhè, pensano: chissà chi c’era dentro quel bagno...Per non parlare di sesso. Ti stringi troppo con un gay? Lo sei anche tu, nonostante la tua vita quotidiana dimostri l’esatto contrario. E’ il prezzo che un uomo pubblico deve essere disposto a pagare quando il provincialismo da quattro soldi trova libero sfogo. Bisogna solo chiedersi: ne vale la...pena?

Fabio Gangiacomo, senza vergogna

l'ex Presidente del Coasiv Fabio Gianiacomol'ex Presidente del Coasiv Fabio Gianiacomo

In una  lunga nota, l’ex Presidente del Coasiv, Fabio Giangiacomo, ha risposto al nostro giornale e, al termine della sua disquisizione su meriti e demeriti ha chiosato: “Comprendo che il Direttore de La Voce deve riempire tutti i giorni il suo quotidiano, per giustificare le pubblicità presenti in maniera massiccia sul suo foglietto, ma se si trova a corto di notizie potrebbe spiegare il perché delle misteriose dimissioni dal Coasiv in coincidenza della revoca della relativa indennità”. In poche parole,  in questa frase conclusiva, il sig, Giangiacomo ha accusato Nicola Del Prete, direttore de La Voce ed ex vice Presidente del Coasiv, di essersi dimesso dal Consorzio industriale in coincidenza con la revoca delle indennità, cioè in coincidenza con la revoca dello stipendio (lo prevede una legge regionale). Giangiacomo mente spudoratamente! Ed è facile dimostrarlo. Del Prete non ha percepito indennità dal Consorzio industriale dal dicembre 2007, mentre  ha rassegnato le misteriosi dimissioni nel maggio 2008, dopo il voto regionale che sancì il successo del centrodestra e, dunque, un cambio di indirizzo politico in quegli enti gestiti dalla Regione, tre questi il Consorzio industriale del vastese. Siccome Del Prete (ma anche Fabio Giangiacomo) andò a ricoprire il ruolo di amministratore del Coasiv perchè espressione del centrosinistra regionale, venendo meno il presupposto politico, Del Prete ha ritenuto di chiudere lì la sua esperienza. Fabio Giangiacomo, invece, ha continuato fino alla fine, cioè fino alla nomina del commissario avvenuta solo pochi mesi fa, a percepire lo stipendio al Coasiv che è di circa 2.400,00 euro mensili. Evidentemente, però, quello stipendio non gli bastava, tant’è che alla prima occasione di rinnovo del Consiglio di amministrazione del Coniv, cioè l’ente che gestisce per conto di Coasiv e di un socio privato i depuratori e l’acqua nelle zone industriali, si è nominato anche Presidente del Coniv: carica che riveste tuttora perchè il triennio scade nel giugno 2010. Un incarico, si badi bene, anch’esso remunerato per circa 12.000,00 euro all’anno. Se la matematica non è una opinione: 29+12 fanno 41. Già, 41 mila euro all’anno introitati da Fabio Giangiacomo con la politica, ai quali è difficile, oggi, rinunciare. Non è forse questa la ragione per la quale Giangiacomo non ha seguito l’esempio di Del Prete dimettendosi nel 2008?

iscritti del Pd e cittadini chiamati domenica 25 ottobre al voto per eleggere il Segretario Nazionale del Partito Democratico

fax simile per chi intende votare Franceschini segretario alle primarie del Pd fax simile per chi intende votare Franceschini segretario alle primarie del Pd

PD, manovre per la segreteria

Nei giorni scorsi si è svolto ieri a Chieti l'incontro provinciale con il candidato alla segreteria nazionale del PD Dario Franceschini. In merito al congresso il leader ha invitato tutti ad andare a votare, domenica prossima, per non lasciare andare dispersa un'occasione di grande democrazia qual è quella della votazioni primarie in cui non viene scelto solo un candidato segretario e un modello di partito ma un programma di governo e un idea di Italia. L'incontro che ha visto la presenza di tutti i big della regione a sostegno della mozione Franceschini è stato costruito sull'intervento principale del candidato segretario e su altri pochissimi e selezionati interventi. Tra questi anche quello della candidata vastese all'assemblea nazionale Anna Paola Sabatini che in rappresentanza della società civile, dei giovani e della componente femminile ha parlato, applauditissima, della necessità di riavvicinare la gente alla politica allontanando da questa coloro che lo fanno per professione e proponendo risposte concrete ai problemi quotidiani della gente. Come tutti sanno, dopo l’elezione del segretario nazionale, si procederà anche all’assemblea per il rinnovo della segreteria vastese. Nella mozione Franceschini ci sono personalità che potrebbero ricoprire la carica di segretario a Vasto. Tra questi, certamente il prof. Felice Costantino, storico, persona di grande spessore culturale e lontano dai giochetti di Forte, Lapenna e compagnia bella.  Oltre al professore, c’è poi il dott. Nicola D’Adamo, oggi capogruppo di Uniti per Vasto, ma con tessera Pd, uno spirito libero e a volte critico, che potrebbe riportare un pò di entusiasmo ad un partito, il Pd di Vasto, stretto dalla morsa di chi vuole fare il segretario o per potersi candidare a Sindaco, o per strappare una candidatura alle regionali. Per dare sostanza ad un partito che a Vasto non c’è mai stato, ci vogliono spiriti liberi, capaci di interpretare il sentimento della gente, non gli interessi propri. Si gioca su questa riflessione la vera sfida interna al Partito Democratico.

Forte offende le Istituzioni. Lapenna resta in silenzio

In una nota diramata dall’ufficio stampa del Comune di Vasto ci sono alcune dichiarazioni, virgolettate, di Peppino Forte. Il Presidente del Consiglio è l’espressione di tutti i consiglieri comunali, di maggioranza e di minoranza, rappresenta il Consiglio Comunale nell'Ente e di fronte alla città. Dal Presidente del Consiglio ci si aspetta sempre un atteggiamento irreprensibile, un atteggiamento distante dalle beghe politiche anche perchè il suo ruolo è quello presiedere e disciplinare la discussione degli argomenti iscritti all'ordine del giorno, secondo le modalità stabilite dal Regolamento per i lavori del Consiglio Comunale. In sostanza un ruolo super partes, il Presidente si occupa del buon andamento dei lavori del Consiglio. A Vasto, però, c’è un’anomalìa: l’attuale Presidente Peppino Forte pensa di sostituirsi al Sindaco nelle dichiarazioni politiche, anzi, pensa di essere il Sindaco (Lapenna glielo consente) e, senza neppure rendersi conto della infamia che riversa sui consiglieri comunali, si lascia andare a questo tipo di dichiarazioni: “ Ci sono gruppetti e groppuscoli che non riescono ad andare avanti con i propri piedi perché si dividono pur essendo di infima costituzione. Minuterie, insomma, che per strada perdono i loro pezzi. Noi siamo una maggioranza compatta, che va avanti e che porta avanti il programma che ci eravamo dati”. Dichiarazioni da far accapponare la pelle, un linguaggio da bassifondi di periferia, una vergogna per la città che si illude di rappresentare. Ma ciò che ci lascia sconcertati è il silenzio dei consiglieri comunali. Non è un attenuante pensare di non far parte di quel gruppetto o dei quei gruppetti a cui si riferisce Forte, e dunque di non essere il bersaglio del Presidente del Consiglio. Colpire un Consigliere comunale, uno solo, rappresenta da parte del Presidente del Consiglio una scorrettezza unica e definire un gruppo politico, fatto da Consiglieri, di “infima costituzione” è un’offesa grave della dignità della Istituzione tutta. Forte dovrebbe chiedere scusa per queste dichiarazioni ed il Sindaco dovrebbe prendere le distanze da questo vergognoso attaco alla libertà di espressione e di voto di un Consigliere comunale. Ma siamo a Vasto, lo sappiamo tutti, dove Lapenna pur di rimanere incollato a quella sedia è capace di fare patti con il diavolo e dove l’attuale maggioranza, tolto dalla scatole quel rompi...e di Del Prete, adesso deve per forza tirare diritto fino alla fine, ed è disposta ad ingoiare rospi su rospi. Meno male che la città osserva, riflette e si rende perfettamente conto della statura istituzionale che ha il suo Presidente del Consiglio comunale.         NDP

Legge di riordino delle Asl, Vasto scompare

I Sindaci del territorio, quello di Vasto compreso, si sono accorti che la Asl di Lanciano-Vasto non c’è più. E cosa fanno? Si riuniscono e dicono che loro, da Sindaci, “vogliono poter dire la loro sui temi della sanità”. Lo dicono quando, ormai, la legge di riordino è passata. Questa vicenda dimostra l’assoluta mancanza di peso del Sindaco di Vasto Luciano Lapenna e, purtroppo, l’assenza di un coordinamento da parte dei consiglieri regionali di centrodestra (quelli che sono in maggioranza alla Regione) che ha consentito a Lanciano, per l’ennesima volta, di farla da padrone. Il campanilismo non c’entra: è una questione di rispetto di questa parte del territorio che vuole avere punti di riferimento propri. La Regione, dunque Chiodi e Venturoni, hanno nominato i commissari ed i sub commissari. Ebbene, per la Asl di Chieti, che è il nostro nuovo riferimento, ci sono tre figure, tutte stimate e rispettabilissime, cioè Tommaso Staniscia, Raffaela Tenaglia e Giancarlo Barrella che sono di Lanciano. Saranno i futuri Manager, direttore sanitario e direttore amministrativo della Asl di Chieti che comprenderà la ex Asl Lanciano-Vasto. Mi chiedo: possibile che Vasto ed il suo territorio non hanno professionalità tali da poter essere rappresentati in seno al nuovo organismo amministrativo e sanitario della Asl di Chieti? La verità è che in questo parte del basso Abruzzo la politica non si fa più! Ci sono le guerre dei Lapenna, Forte e Sputore per qualche misera poltroncina in attesa che i cittadini vastesi li rimandino definitivamente a casa e, nel centrodestra, dove pure c’è gente che ha dimestichezza con la Regione, ci sono ancora troppi meccanismi perversi che non consentono di avere una visione strategica unitaria sulle reali emergenze di questo territorio. A pagare le spese di questa colpevole assenza della politica a Vasto e nel vastese sono sempre e solo i cittadini, quelli che aspettano dalla sanità le risposte che non arrivano. Lapenna, se avesse un pò di capacità critica, dovrebbe dimettersi non tanto per la sua inadeguatezza amministrativa, ma per la sua totale assenza e peso nelle scelte che il Sindaco di Vasto, e dico di Vasto non di Civitella Alfedena, non può farsi passare sulla testa senza fare nulla e limitandosi a discquisire sul nulla. Un Sindaco nullo a Vasto non lo vogliamo, non lo vuole neppure chi, come il sottoscritto, tre anni fa, aveva creduto di poter dare un contributo ad una svolta che c’è stata, ma in senso negativo!                 Nicola Del Prete

Coletti: Il PD di Vasto gestito come un affare proprio

Tommaso Coletti, consigliere provinciale del Pd, ex Presidente della Provincia di Chieti, già Senatore della Repubblica e consigliere regionale, si è accorto che Lapenna e Forte, oramai, sono “slegati dalla cittadinanza”. Il siluro, però, è rivolto a Peppino Forte, suo collega di gruppo in consiglio provinciale. “Il partito democratico di Vasto è gestito come un affare proprio”- sbotta l’ex Presidente. E per dirlo uno come lui che ai Lapenna e Forte li ha coccolati, cullati, investiti di potere politico, vuol dire che queste affermazioni nascondono delle verità inconfutabili.     Potremmo dire a Coletti: cosa ti avevano detto? Ma non è questo il momento, nè il luogo, per ricordare certe posizioni politiche all’interno al Pd. Oggi ci limitiamo a riferire le considerazioni di Coletti a margine dell’incontro organizzato a Vasto, presso il Gulliver Center, con l’On. Beppe Fioroni, ex Ministro in quota Pd e deciso sostenitore della linea Franceschini. Coletti, deluso dalla mancanza dei vertici vastesi del Pd all’incontro da lui organizzato, scrive: “Nonostante la totale assenza del gruppo amministrativo vastese ormai sempre più autoreferenziale  e slegato dalla cittadinanza si è svolto con grande successo ed enorme affluenza lunedì scorso presso il Gulliver Center l'incontro con l'on. Beppe Fioroni. L'evento a cui hanno partecipato Tommaso Coletti, Camillo D'Amico e Anna Paola Sabatini che Fioroni ha presentato come candidata all'assemblea nazionale del Partito, ha rappresentato l'ulteriore conferma che il partito democratico di Vasto gestito come un affare proprio da alcuni esponenti vastesi, ha la migliore linfa al di fuori. Nelle parole dell'Onorevole Fioroni l'invito ad andare nella linea indicata da Franceschini per garantire al partito quel salto in avanti attraverso l'investimento in rinnovamento e quindi in soggetti freschi, nuovi e puliti capaci di una politica di ampio respiro e che facilitino il riavvicinamento dell'elettorato al suo progetto”. Per lo meno quest’incontro ha fatto chiarezza su una cosa: Coletti ha finalmente detto quello che pensava da tempo dei Lapenna e dei Forte e lo ha fatto senza mezze parole, gliene va dato atto, dicendo chiaramente che il Pd di Vasto non è più un partito democratico, ma gestito come “un affare proprio da alcuni esponenti vastesi”. Forte in sostanza ha mollato la mozione Franceschini e si è buttato su Bersani, andando dove sono da tempo i suoi nemici storici, a partire da Angelo Bucciarelli.

a proposito delle tre F

Nicola Del Prete e, sullo sfondo, Peppino ForteNicola Del Prete e, sullo sfondo, Peppino Forte

Piazzarossetti diventa un blog dai contenuti risibili quando si avventura a parlare di politica amministrativa vastese, non solo perché il suo tutore, cioè il presidente del Consiglio Peppino Forte non ci capisce nulla, ma perché, con la nota di ieri dal titolo “Le tre F di Nicolino”, dimostra anche di non saper leggere il nostro giornale, cioè La Voce (numero di sabato scoso). Ad un certo punto dell’articolo apparso sul blog, leggiamo testualmente: “Pare di capire che il Consigliere Pino Di Paolo avrebbe fatto la voce grossa in Consiglio Comunale contro gli speculatori della grande distribuzione. Peccato che il capo gruppo di “Vasto al Centro”, Pino Di Paolo, durante la discussione sul commercio e la media distribuzione non era presente in aula, così come il 70% dell’intero suo gruppo consiliare”. Vedi, caro Peppino, hai fatto proprio bene a scrivere…pare di capire… perché, in realtà, non hai capito proprio nulla né della delibera sul commercio che Lapenna ti ha messo sotto il naso, né hai capito che l’intervento del consigliere Di Paolo non è stato fatto in Consiglio, ma sono state dichiarazioni rilasciate a “La Voce”. Dimmi, capo Peppino, dov’è il passaggio sull’articolo de La Voce dove si dice che Di Paolo quelle cose le ha dette in Consiglio comunale? Rifai un pensierino della notte e scrivi il passaggio in cui hai letto che quelle erano dichiarazioni rese in Consiglio! E’ evidente che non hai saputo leggere l’articolo, né, purtroppo (ma di questo non ti faccio una colpa perché per capire le delibere le devi studiare e tu non lo fai e si vede!), hai saputo interpretare il vero senso che Lapenna e soci (quelli che sulla partita centri commerciali…ci vogliono fare!) hanno dato alla proposta che ti è passata sotto il naso. Anzi, stavi quasi per approvarla, ma poi, grazie all’intuizione di qualche consigliere di minoranza e grazie allo studio dei consiglieri del gruppo “Vasto al Centro” è stata ritirata. Approvare quella delibera così come vi è stata sottoposta, caro Peppino, non significa chiudere alla grande distribuzione (come erroneamente scrive il Centro e come vorresti far credere tu), perché in tal caso nella delibera, lo ha fatto il tuo amico Gabriele Marchese a San Salvo (gliene puoi chiedere copia!), bisognava specificarlo. Né, in quella delibera, poni una serie di paletti a chi vuole aprire medie superfici di vendita a tutela dei commercianti e degli stessi consumatori. Le stesse associazioni di categoria (dubito sulla Confesercenti), vedrai, torneranno sull’argomento perché quando si discusse della media distribuzione, non si parlò affatto delle altre belle cose che qualche furbetto ha pensato bene di scrivere successivamente sulla proposta di deliberazione. Sai cosa avrebbe fatto un’amministrazione capace di programmare? Avrebbe portato in Consiglio comunale una proposta di piano commerciale (ne hai mai sentito parlare, caro Peppino??), magari scritto dai professionisti o dagli specialisti in materia (quelli che dice Lapenna non quelli che vorresti  indicare tu!) ed in quel contesto chiarire l’intenzione sulla grande distribuzione recependo integralmente (non parzialmente come vorreste fare) la legge 11 regionale sulle nuove norme in materia di commercio.

Un’amministrazione seria, trasparente e, aggiungo io, capace, avrebbe fatto così. Ma voi, cioè il Lapenna quater è un’amministrazione che deve tirare a campare, almeno fino a quando agli Alinovi, ai Gentile ed agli Olivieri non verrà in mente che forse forse stanno reggendo le stampelle ad un...morto che cammina (politicamente parlando, naturalmente!).

A proposito, grazie Peppino, perché con questi tuoi pensierini, mi consenti di argomentare su problematiche che i cittadini vastesi non conoscono approfonditamente. Ti suggerisco, per i prossimi giorni, di stuzzicarmi un po’ sul piano spiaggia e sull’area Sic perché ho tante altre cosine da dire. Ciao caro Peppino, a presto.  Nicola Del Prete

meglio "ex di tutto" che colluso con un'amministrazione inadeguata

Che Peppino Forte non si sappia "mantenere" lo sanno tutti, che Peppino Forte è alla ricerca disperata di tornare in Consiglio regionale per i 7 barra 8 mila euro al mese di appannaggio lo sanno pure le pietre, ma che adesso Peppino Forte ( proprio lui!!!) vuole fare "la morale" al sottoscritto è il colmo! Nei suoi scritti, ultimamente, vuole far passare un concetto falso e perverso: Del Prete siccome non è più assessore adesso si scaglia contro Lapenna e contro chi sostiene il Sindaco! Vedi, caro Peppino, dimentichi facilmente le azioni che compi. Te ne ricordo qualcuna. Non fosti proprio tu durante la campagna elettorale per le regionali in cui sei rimasto "trombato" per una manciata di voti, a convocare tutti noi assessori dal tuo amico Domenico Molino, a Vasto marina, per lanciare fuoco e fiamme contro Lapenna e la Suriani? Non fosti tu, caro Peppino Forte, a dire che la Suriani l'avrebbe dovuta pagare a caro prezzo ( ritiro della delega all'urbanistica) e che Lapenna avrebbe dovuto cominciato a sentire il fiato sul collo da parte degli assessori del Pd? (Per usare termini consoni perché non mi va di ripetere come apostrofavi il tuo Sindaco anche durante i comizi del 2006!). Le poltrone, i veleni contro il sottoscritto, la voglia (da sempre) di credere di essere il supertutto, a volte ti fanno esagerare. Ti ribolle il sangue quando si parla di te in termini negativi, politicamente… Ed io, considerato che in questi tre anni ho visto il tuo modo di operare, come lo hanno visto i vastesi,  posso serenamente dirti che la cosa pubblica e la politica in genere non fanno per te! Eppure ti ostini. Lo dico senza livore, ma con la consapevolezza che chi cambia parere su alcuni punti fondamentali del proprio programma elettorale ( localizzazione Ospedale, Norme Tecniche…ecc) pur di rimanere seduto lì dov'è, non ci fa una bella figura con i cittadini. Almeno per me. Mi piace la definizione che hai usato nei mie confronti: "Ex di tutto". Certo, non sono più assessore né consigliere del Coasiv. Ma proprio questo è il bello della politica. Oggi ci sei, domani no. Non sono queste le cose importanti, c'è la dignità al primo posto ed in un'amministrazione inadeguata come quella che Lapenna ha ricomposto per la quarta volta in tre anni non c'era più spazio per chi non abbassa la testa senza una ragione, per chi ha lavorato per il bene della città pur trovandosi tra i piedi, ogni giorno, ostacoli a non finire. Del Prete ha dato fastidio e da più fastidio adesso che parla liberamente, questa è la sacrosanta verità. Lapenna oggi tace, perché non saprebbe proprio cosa dire, fa parlare te, manda avanti il suo… alleato. A proposito: gli chiedi se ti riconferma segretario del Pd di Vasto? Mi auguro di sì, così i vastesi sapranno, finalmente, che se la città è scivolata a sinistra lo devono a chi predica bene (quando parli dei valori di Spataro…) e razzola male, al fianco di un “traditore” di accordi politici (Luciano Lapenna).  A proposito, caro Peppino, siccome ho parecchio tempo libero, in questi giorni, cerca di solleticarmi di più, magari non sulle fesserie, ma sugli argomenti seri che riguardano la città ed i cittadini vastesi, così mi darai modo di risponderti come conviene!

Grazie                                                                           Nicola Del Prete

Forte...disagio

“Una notizia falsa” scrive Giuseppe Forte sul suo blog a proposito del nostro articolo pubblicato su La Voce di giovedì riferito al riconteggio delle schede, richiesto da Forte al Tar, per ottenere un seggio regionale, appetibile dal punto di vista economico e non solo. Abbiamo scritto, imbeccati da alcuni amici di Forte che non vedono l’ora di averlo in Regione?!?, che il ricorso al Tar del Presidente del Consiglio comunale di Vasto, nonchè segretario del Pd locale, nonchè consigliere provinciale, nonchè...fate voi...è stato un buco nell’acqua. Certo, il Tar non ha ancora scritto la parola fine a questa vicenda ed in questo senso Forte ha ragione, perchè la speranza è sempre l’ultima a morire, ci mancherebbe. Ma, durante le fasi preliminari, come tutti sanno, ci sono le udienze che consentono ai legali, al ricorrente ed anche alla pubblica opinione informata dei fatti, di avere una visione sempre più realistica delle cose. Ebbene, alcune circostanze relative all’udienza del 27 agosto scorso ci fanno pensare che il riconteggio richiesto da Forte non approderà a nulla di concreto, perchè non vi è una sezione in cui Forte ha indicato chiaramente dove il numero delle schede scrutinate con il suo nome non corriponde a quello verbalizzato. E non solo. Il Tar pare si voglia muovere verificando i verbali e non riconteggiando le schede. Vedremo. Intanto, dall’ultima udienza, piaccia o no al nostro apirante consigliere regionale ed aspirante sindaco, il suo ricorso ha fatto un buco nell’acqua, in attesa dell’udienza del 30 settembre. Il ricorso del sottoscrito alle comunali, invece, caro Peppino Forte, è stato ben diverso. Nel seggio dell’Incoronata, dove i rappresentanti di lista mi attribuivano 27 voti, stranamente mi erano stati conteggiati, nei verbali, 7 voti. Qualcuno aveva dimenticato il 2 davanti al 7. Ho presentato ricorso in maniera dettagliata, non sparando nel mucchio come hai fatto tu. L’ho fatto per una questione di principio. Tu perchè hai fatto ricorso al Tar, per una questione di principio (non credo visto che non sai in quali seggi non ti sarebbero stati attribuiti i voti realmente scrutinati) o lo hai fatto per quei 7/ 8 mila euro al mese che, per qualche tempo e per sfortune altrui hai potuto...assaporare in un recente passato? Caro Peppino, come sempre, sono pronto a confrontarmi con te dove vuoi e sui temi che vuoi (politici e amministrativi, naturalmente) perchè mi piacerebbe mettere in evidenza, davanti a tutti, la tua pochezza di contenuti politico-amministrativi.                          
                                        Nicola Del Prete

il flop del Vasto Film Festival 2009

la sala semivuota del Vasto Film Festival 2009la sala semivuota del Vasto Film Festival 2009